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Enza Silvestrini è nata a
Pomigliano d’Arco nel 1972, trascorre gli anni
della formazione nel nolano.
Si laurea presso l’Università Federico II di
Napoli, in Filosofia morale, con una tesi
"L'esperienza della gestazione e l'etica del
limite" seguita dal professor Aldo Masullo.
Prosegue la sua ricerca, in particolare
nell’ambito dell’Estetica, della Bioetica e
della Filosofia Morale e Politica, attraverso
borse di studio presso l’Istituto Italiano per
gli Studi Filosofici di Napoli e attraverso vari
corsi di perfezionamento e master.
Durante i primi anni di insegnamento a Como,
collabora, da esterna, con l’Istituto di Storia
Contemporanea.
Si trasferisce poi a Napoli dove vive e insegna
presso il Liceo Artistico Statale.
Membro della Società Dante Alighieri, ha
promosso e animato diversi reading di poesia.
Modernità autentica vive in
questa scrittura, segnata dal tempo
dell’“adesso” (latinamente “modo”), ossia
dall’aderenza schietta, emozionale ed
espressiva, al nostro presente. Si tratta di una
modernità esibita non per mimesi adattativa al
corrente costume letterario e neppure per
calcolato conformismo alle sue mode, ma per una
spontanea pur se accorta partecipazione
all’aspro spirito del proprio tempo, che è il
nostro.
La modernità di scrittura di Enza Silvestrini ha
sul lettore l’effetto che sul visitatore di una
mostra di pittura ha il celebre “taglio” di
Fontana sulla tela. Senza allettamenti di
cromatismi e di forme, l’artista costringe il
suo pubblico a sentire che la verità delle cose,
ossia il loro senso, non è se non l’effetto
della violenza dell’uomo su di esse, e non altro
che questo l’arte simboleggia.
Protagonista formale del romanzo è l’io
narrante, ma ciò che narra non gli appartiene,
perché il sé non coincide con lui. Difficilmente
s’incontra nella letteratura contemporanea una
così freddamente esposta scissione dell’io dal
sé.
dalla Prefazione di Aldo Masullo
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