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L’arte
“dentro”
Nando Aresini nasce a
Pozzuoli il 22 dicembre
1971. Non si ritiene un vero
artista ma l’arte è di
sicuro la sua grande
passione. Scopre la pittura
nel 2001 “in un luogo
brutto” (come lui stesso ha
scritto), il carcere. E poi
continua a praticarla,
successivamente, nella
Comunità di recupero di San Patrignano. Attraverso
l’arte, il suo pensiero va
oltre il “muro del sogno”
perché in quel luogo vive la
libertà sognando. Nel 2001
frequenta un corso di
pittura; da qui inizia il
suo più compiuto percorso
pittorico. Le sue opere sono
molto semplici ma molto
incisive, parlano di sete di
libertà, di una grande
libertà interiore, sono
testimonianza di uno spirito
libero. La pittura lo ha
fatto uscire dalla
solitudine della pena, una
pena materiale e spirituale
che avrebbe potuto chiuderlo
definitivamente in un “mondo
brutto”. E invece oggi,
nella sua casa natale,
dipinge piccole tele in cui
il nero o il grigio
disegnano contorni sinuosi
di persone e di cose; e in
cui spesso c’è un’idea di
percorso verso qualcosa o di
proiezione in un mondo
diverso, dove la donna è una
dea o le religioni sono
concordi. La pittura gli ha
dato la forza interiore
necessaria per continuare a
vivere: con l’arte esprime i
suoi sentimenti e racconta
il suo mondo ritrovato, il
realistico belvedere di Baia
o l’utopistica pedana che
consentirebbe di raggiungere
Capri con una passeggiata. |
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