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Ciò che appare nelle tele di
Mauri – Maurizio Soffientini
è l’emergere di figure
fluttuanti su oceani di
rossi, di gialli e di blu,
ma poi ancora non in modo
cosi netto, perché ciò che
conta sono le sfumature, i
toni, che danno contrasto e
al tempo stesso armonia . E
allora che ne è di una
possibile definizione?
Non c’è che un’esplosione di
colori che
calendoscopicamente
concorrono a far apparire
una figura assegnandole una
vita con il suo peculiare e
misterioso incanto. Sono
forme insolite, oniriche che
investono l’osservatore a
tutto tondo e lo portano nel
loro mondo fatto di luci e
ombre, di pennellate decise
che concorrono a creare una
bocca che poco più in là si
trasforma in un naso e poi
ancora, metamorfosandosi, in
un occhio. Non è più
possibile stabilire confini
netti e precisi tra ciò che
è sfondo e ciò che è figura
perché sono l’uno per
l’altro coappartenendosi
proprio come l’onda e
l’oceano. Non solo: viene
anche meno la tradizionale
distinzione tra un corpo
esterno ed una sensazione
invisibile che in esso si
nasconde. Infatti, in queste
tele sono le emozioni a
rendersi palpabili,
visibili, quasi fossero esse
stesse cose da gustare e
assaporare. Ecco che allora
queste forme non sono altro
che concrezione dei nostri
desideri, dei nostri sogni,
non sono che inviti di
possibili nuovi ed
inesauribili immagini di
mondo; immagini che non sono
altro che frammenti
dell’anima dove però ogni
frammento non è semplice
parte, ma racchiude già
tutto l’intero essendone il
suo specchio.
Ed è il movimento continuo
del colore che
all’improvviso staglia una
figura e al tempo stesso
crea un possibile sfondo,
figura che del resto non è
che un’istantanea o meglio
un’ eco di una possibile
immagine che riaffonda
subito dopo in quel gioco
mutevole di rossi, di gialli
e di blu.
In questo flusso di
trasformazioni continue,
inizia ad emergere un
cambiamento rivolto alle
tecniche miste e alla
sperimentazione di materiali
inusuali, alla continua
ricerca di nuove espressioni
visive mantenendo come
predilette le figure
femminili con la loro
simbologia onirica
emblematicamente espressa in
volti e corpi che si
richiamano l’uno con
l’altro, completandosi e
appagando l’osservatore con
un piacere non solo visivo,
ma anche emozionale.
Dott.ssa Marzia Bonassi
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