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quella fenomenica. Egli mostra cose sconosciute,
eppur molto comuni ed a tutti note: cerca la
poesia nel mondo della natura e l'arte nelle
forme più consuete e familiari. Non un
surrealista che rappresenta l’informe, ciò che
non ha preso forma e che proviene
dall'inconscio: Pisconti dipinge, bensì, una
Natura oggettivamente rappresentata come
l'occhio la percepisce, attraverso una pittura
fortemente coscientizzata che "vede" il reale,
ma dopo una forte interiorizzazione. Lo
sperimentalismo e la ricerca, del resto,
caratterizzano sempre l'intellettuale "curioso"
di provare nuove tecniche e nuovi mezzi
espressivi: a maggior ragione essi
contraddistinguono l'Artista, per definizione
inappagato, comunque, dalla sua "resa"
espressiva, ed il Nostro in particolare, giacchè
la: "(...) forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion
de l'arte perch'a risponder la materia è sorda."
(DANTE, Paradiso, I, vv. 127-9) Dalle sue tele
emergono colori forti, prediletti da sempre
(gialli e rossi, particolarmente), senza mezzi
toni: indizio di una verità cercata nel profondo
del suo io storicizzato, che basa le sue
sicurezze e valori sulla certezza della Storia,
pur problematicizzata dall'umano dubbio
dell'essere. Pisconti è un uomo antico, reso
antico dai millenni della storia passata di uomo
del Sud, che viene metaforicamente da tanto
lontano: non a caso l'artista suole firmare i
suoi lavori utilizzando l'alfabeto greco (un
inconscio omaggio al greculo Carrieri ed alla
magnogreca terra jonica?) Dipingere una tela è
sempre, comunque, un miracolo creativo: per il
Nostro è, altresì, l'avventura intellettuale di
chi vuole, attraverso il tempo, portare in vita
immagini "partorite" nella mente attraverso il
cammino a volte gioioso, più spesso angoscioso,
del cuore. Esse sono state colte nel suo
percorso esistenziale, teso a recepire tutti gli
aspetti di una Natura, Cui egli vuol rendere il
doveroso omaggio che Le spetta per la Sua
intrinseca nobiltà che Essa in Se stessa
postula, sia per il credente (per il quale
diviene manifestazione di Dio stesso e Sua
creatura), sia per il laico (per il quale
diviene essenziale presenza e simbolo vitale).
Dario Pisconti è, in conclusione, artista
maturo, umile eppur pienamente consapevole dei
propri mezzi: del resto, come sosteneva Dante,
la mancata ipocrisia nel riconoscere i propri
meriti non è mai atto contrario all'umiltà.
MICHELINO FISTETTO (Manduria, TA) - Esperto di
storia patria, scrittore .......
segue >>
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