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Antonio Della Rocca nasce il 21 Marzo 1967, all'inizio
di primavera, nello stesso giorno di J.S.Bach, a
Tagliacozzo (Aq) e là da Tagliacozzo, dove
sanz'arme vinse il vecchio Alardò (Dante -
canto 28° Inferno,versi 17-18. Commedia).
Da sempre scrive (a partire da cinque anni,
quando - a suo dire - aveva uno 'splendido paio
di baffi bianchi'), sia in campo narrativo,- gli
hanno pubblicato a vent'anni la raccolta poetica
dal titolo Reversibilità ;- sia in campo
teatrale,dove ha operato riduzioni dalla
Beatrice Cenci di Artaud e l'Arden di
Shakespeare (oltre ad altri testi,non messi in
scena,tra cui 'Il Risveglio di Narada', vicino
al Siddhartha di Herman Hesse e ai primi testi
apocrifi buddhisti,insieme a varie recensioni,
apparse su riviste specializzate, risalenti al
periodo universitario). Poco più tarda è una sua
collaborazione a cooperativa cinematografica,con
vari documentari,tra cui uno sui 'Poeti
romantici a Roma' (Shelley,Byron e Keats),di cui
ha curato la sceneggiatura e il testo poetico di
narrazione.
Naturalmente, oltre a scrivere, Antonio della
Rocca dipinge anche, ed ha numerose opere
all'attivo, realizzate con le tecniche più
disparate: dal carboncino alla tempera,dall'olio
al collage,fino all'utilizzo di "res derelicta"
di uso quotidiano,come la carta da giornale o i
frammenti d'une chaise en bois. I materiali,a
suo modo di vedere,servono per comunicare,in
modo non dissimile a quello per cui una penna
serve a scrivere: in modo duttile vanno piegati
all'ispirazione e al soggetto del momento,e poco
importa se essi siano di qualità nobile o
scadente,ricchi come risonanze klimtiane oppure
talmente desueti da non essere mai stati
pensati,e tantomeno utilizzati, in precedenza.
Attualmente sta lavorando alla cd. 'pittura
organica' (così definita per l'utilizzo, oltre
al materiale inanimato consuetola carta,la
tela,l'olio etc... di quello, appunto, organico
e vivente come l'urina, i petali dei fiori, i
vari tipi di deiezione , la fourrure di una
vulva). Oltre a quella, in gran parte teorizzata
e solo raramente esperita nel prodotto finito,
per ora chiamata 'arte sinestetica globale' o
fusione delle diverse Arti.
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segue >>
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